Appalti sanitari, 57 milioni e oltre 22mila apparecchiature: Consip e ASL Salerno sperimentano un nuovo modello

Manutenzione, gestione e rinnovo delle apparecchiature mediche riuniti in un unico contratto, con compensi legati ai risultati. È il nuovo modello di ingegneria clinica introdotto da Consip, in collaborazione con l’ASL Salerno, attraverso una gara pubblica da 57 milioni di euro che coinvolge oltre 22mila dispositivi sanitari al servizio di circa un milione di cittadini. Una sperimentazione che apre nuove prospettive per l’Health Technology Management e la gestione degli investimenti tecnologici pubblici.

Finora chi gestiva le tecnologie di un ospedale seguiva due differenti strade: un contratto per la manutenzione delle apparecchiature esistenti e separatamente –  laddove possibile e con procedure non particolarmente efficienti –  un acquisto per quelle nuove. In mezzo restavano macchinari datati, costosi da riparare e spesso difficili da aggiornare, peraltro a scapito dei cittadini.

La nuova e moderna configurazione di appalto intende affidare a un unico operatore la manutenzione full risk, il monitoraggio e l’aggiornamento del parco tecnologico, ovviamente in piena sinergia con le singole aziende sanitarie e con procedure definite ex ante. L’aggiudicatario potrà, quindi, proporre la sostituzione di un macchinario diagnostico o chirurgico ormai superato con uno più moderno ed efficiente. L’ospedale non dovrà acquistarlo direttamente: potrà utilizzarlo attraverso un canone, con possibilità di riscatto a fine contratto alle condizioni stabilite.

La remunerazione sarà determinata anche da indicatori relativi allo stato e all’efficienza delle apparecchiature e alla disponibilità delle nuove tecnologie, previste in sei ambiti clinici. Come ha dichiarato il direttore generale dell’ASL, Gennaro Sosto, vicepresidente vicario di Federsanità, l’azienda sperimenta «con soddisfazione, per la prima volta un approccio contrattuale innovativo», orientato al valore (value based procurement). Il termine per la presentazione delle offerte era fissato al 30 settembre 2026. L’iniziativa rientra nel Piano Industriale 2026-2029 di Consip.

Il punto è soprattutto culturale. Per anni il public procurement è stato letto quasi solo come ricerca del prezzo più basso. Un approccio che sulle apparecchiature biomedicali mostra i suoi limiti: macchinari vecchi costano di più da mantenere, si fermano più spesso e rendono meno. Il dibattito di settore lo conferma: l’associazione degli ingegneri clinici AIIC ha evidenziato più volte l’importanza di assicurare prezzi coerenti con la sostenibilità dei servizi.

La gara per l’ASL di Salerno ragiona in modo diverso, secondo la logica del total life cost: conta il costo dell’apparecchiatura lungo tutta la sua vita, non solo la cifra scritta nell’offerta. Il vantaggio è triplice.

Ci guadagna l’ospedale, che ammoderna il parco tecnologico senza un grande esborso iniziale e con costi prevedibili. Ne traggono beneficio i cittadini, che trovano diagnosi e cure con strumenti più efficaci e affidabili. E ne trae vantaggio la spesa pubblica, che spende meglio e non soltanto meno.

In questa visione gli acquisti pubblici diventano anche uno strumento di politica industriale: favoriscono innovazione, modernizzazione e sostenibilità, perché meno apparecchi dismessi e più tecnologia efficiente significano anche minori consumi e minori sprechi.

Cosa cambia per il mercato del facility management

Per le imprese del settore il messaggio è chiaro: il mercato non premierà più solo chi sa eseguire una manutenzione, ma chi sa gestire un patrimonio tecnologico in modo integrato. Servono competenze nuove e trasversali.

Significa pianificare il ciclo di vita delle apparecchiature e decidere quando sostituirle, usare monitoraggio e dati per dimostrare prestazioni misurabili (il compenso dipende dai risultati), reggere finanziariamente forniture a canone con possibilità di riscatto e mantenere un dialogo costante con l’azienda sanitaria, che resta pienamente coinvolta nelle scelte.

L’Health Technology Management esce così dalla logica del semplice servizio di supporto e diventa un partner dell’innovazione clinica. È un’evoluzione che interessa anche altri comparti, dalla sanità alle grandi infrastrutture pubbliche, dove il parco impianti invecchia e le risorse per rinnovarlo sono limitate.

Un passo avanti per il Paese

Se la sperimentazione funzionerà, potrà diventare un modello replicabile per altre aziende sanitarie e altri settori. Per l’Italia sarebbe un avanzamento concreto: meno tecnologia ferma o superata negli ospedali, più qualità nelle cure e una spesa pubblica che guarda al valore più che al prezzo.

È anche un passo nella cultura del facility management. Gestire bene edifici, impianti e tecnologie non è un costo da comprimere, ma una leva per migliorare i servizi ai cittadini. Con la gara Consip-ASL Salerno questo principio entra, in modo così netto, in un grande appalto pubblico. Facility News seguirà l’aggiudicazione e gli sviluppi del modello.