Il settore della detergenza professionale attraversa una fase di trasformazione, tra consolidamento industriale, innovazione e sostenibilità. L’ingresso di ÈCOSÌ nel gruppo belga WVT Group apre nuove prospettive di crescita e competitività sui mercati europei. Luca Mario Lo Munno, CEO dell’azienda di di Forlì, analizza le sfide del settore, dalle acquisizioni alla pressione sui prezzi, dalle certificazioni ambientali alla sicurezza dei processi, delineando una strategia in cui ricerca, efficienza e sostenibilità diventano leve fondamentali per generare valore lungo l’intera filiera.
ÈCOSÌ 5 anni fa è passata da realtà familiare-imprenditoriale a realtà manageriale controllata da un fondo di private equity e ora diventa tassello di un gruppo belga sempre sostenuto da fondi di private equity, con l’obiettivo dichiarato di costruire una piattaforma europea. Cosa cambia concretamente per autonomia decisionale, investimenti e orizzonte temporale? E qual è il suo ruolo da qui in avanti?
“L’ingresso di ÈCOSÌ in WVT Group rappresenta l’evoluzione naturale di un percorso industriale costruito nel tempo. Non lo considero un punto di rottura rispetto alla nostra storia, ma un’opportunità per dare maggiore forza a un modello imprenditoriale che ha dimostrato la propria solidità. ÈCOSÌ ha sempre investito in ricerca, innovazione, qualità e sostenibilità, spesso anticipando le richieste del mercato. La sostenibilità è parte del nostro DNA fin dalla fondazione, non una scelta adottata per rispondere alle tendenze degli ultimi anni. Entrare in una piattaforma industriale europea significa poter condividere competenze, ampliare le opportunità di investimento e accelerare lo sviluppo tecnologico e commerciale. La nostra identità, il nostro marchio, le persone e la relazione con i clienti rimangono elementi centrali. Il valore che portiamo al gruppo risiede proprio nelle competenze industriali e tecniche sviluppate in Italia, in particolare nella detergenza sostenibile e nella disinfezione professionale. Per quanto mi riguarda, il mio impegno resta quello di accompagnare ÈCOSÌ in questa nuova fase, valorizzando il patrimonio di conoscenze costruito e contribuendo a una crescita industriale che guardi al lungo periodo. L’obiettivo non è diventare semplicemente più grandi, ma diventare ancora più competitivi, innovativi e capaci di generare valore per i clienti.”
Con 18 milioni di ricavi ÈCOSÌ entra in un gruppo da circa 120 milioni, in un mercato dove pesano grandi multinazionali della detergenza professionale. Il consolidamento è una scelta o una necessità per restare competitivi? Dobbiamo aspettarci altre acquisizioni in Italia?
“Il mercato della detergenza professionale sta attraversando una fase di trasformazione. Le dimensioni industriali contano, soprattutto quando si affrontano investimenti sempre più significativi in ricerca, certificazioni, tecnologie produttive e internazionalizzazione. Ma credo che la dimensione, da sola, non rappresenti un vantaggio competitivo sufficiente. ÈCOSÌ ha dimostrato che anche una realtà imprenditoriale italiana può distinguersi rispetto a operatori molto più grandi, multinazionali, attraverso la qualità delle formulazioni, la capacità di sviluppare soluzioni sempre innovative e concrete e l’esclusivo servizio con il quale mette da sempre al centro il cliente e le sue specifiche esigenze. Un esempio è il nostro percorso nelle certificazioni ambientali: abbiamo raggiunto 34 prodotti con dichiarazione ambientale EPD e certificazione CFP, un risultato che consideriamo distintivo a livello europeo e che testimonia quanto abbiamo investito nella misurazione scientifica dell’impatto ambientale dei nostri prodotti. A questo si aggiunge la nostra competenza nel settore della disinfezione, con una struttura produttiva autorizzata, la produzione di acido peracetico e una gamma articolata di disinfettanti professionali. Per quanto riguarda ulteriori operazioni in Italia, penso che il mercato italiano rappresenti un bacino importante di competenze, imprese specializzate e capacità di innovazione, quindi non escludo ulteriori operazioni in tal senso.”
Come sta cambiando il mercato italiano tra costi delle materie prime, energia e concentrazione dei player? Quali segmenti crescono (sanità, alimentare, lavanderie industriali, hospitality) e quali soffrono?
“Il settore sta cambiando profondamente. I costi delle materie prime, dell’energia e della logistica hanno reso più complessa la gestione industriale, mentre i clienti chiedono contemporaneamente maggiore efficienza, sicurezza e sostenibilità. Oggi non è più sufficiente proporre un buon disinfettante o un buon detergente. Bisogna offrire un sistema integrato e completo capace di garantire prestazioni costanti, ridurre gli sprechi e ottimizzare i costi complessivi del processo. Nel nostro futuro, vediamo particolare interesse per l’innovazione nella sanità, nell’industria alimentare e ristorazione collettiva e nelle lavanderie industriali, settori nei quali l’efficacia dei trattamenti e il controllo dei processi sono fondamentali.”
“Nel comparto sanitario e alimentare, ad esempio, la disinfezione richiede competenze sempre più specifiche. ÈCOSÌ opera da sempre in questo ambito e ha costruito un punto di riferimento tecnico per il mercato italiano, sviluppando una gamma completa di disinfettanti Presidi Medico-Chirurgici autorizzati dal Ministero della Salute e prodotti biocidi, con principi attivi differenti, utilizzabili anche nell’ambito di protocolli di disinfezione incrociata opportunamente definiti. La nostra divisione R&D monitora costantemente l’evoluzione epidemiologica delle infezioni attraverso i rapporti dell’ECDC, le indagini EFSA e degli organismi sanitari competenti, per sviluppare e proporre protocolli di disinfezione validati, basati su evidenze scientifiche e test di efficacia microbiologica, mirati al controllo di singoli patogeni o gruppi di microrganismi. La vera evoluzione del nostro settore sarà il passaggio dalla vendita del prodotto alla misurazione delle prestazioni dell’intero processo.”

Appalti e competitività: la sfida dell’efficienza oltre il prezzo
Nonostante il Codice dei contratti privilegi l’offerta economicamente più vantaggiosa, il peso del prezzo nelle gare di FM e pulizie resta alto. Che effetti ha la pressione sui prezzi sulla qualità dei prodotti chimici effettivamente impiegati, sulle diluizioni e sulla sicurezza degli operatori?
“La pressione sui prezzi nelle gare di Facility Management e pulizia è una realtà con cui dobbiamo confrontarci quotidianamente. Tuttavia, credo che il punto fondamentale sia superare la logica del costo del singolo prodotto e iniziare a ragionare sul costo complessivo del processo. Un detergente che costa meno al litro non è necessariamente più economico nell’utilizzo. Occorre considerare le concentrazioni d’impiego, i consumi effettivi, i tempi di lavoro, l’efficacia dei trattamenti, la sicurezza degli operatori e, naturalmente, l’impatto ambientale. La vera opportunità è che una maggiore competitività economica non deve necessariamente tradursi in una riduzione della qualità. Al contrario, può essere il risultato di una maggiore efficienza dell’intero processo. È proprio su questo principio che si concentra la nostra attività di ricerca e sviluppo. Attraverso formulazioni innovative, prodotti concentrati, sistemi di dosaggio intelligenti e soluzioni tecnologiche integrate, possiamo ottimizzare l’impiego della chimica, ridurre gli sprechi e migliorare le prestazioni operative.”
“Ma c’è un elemento che considero altrettanto determinante e sul quale abbiamo puntato tanto: il monitoraggio continuo del processo. Misurare i consumi, verificare le concentrazioni di utilizzo, analizzare le performance e individuare le inefficienze consente di intervenire concretamente sui costi, senza compromettere l’efficacia dei trattamenti o la sicurezza degli operatori. Questo approccio assume un’importanza ancora maggiore nella disinfezione, dove il rispetto delle concentrazioni e dei tempi di contatto previsti è imprescindibile per garantire i risultati attesi. Sono convinto che ricerca, innovazione e controllo dei processi possano trasformare la pressione sui prezzi in un’opportunità per essere ancora più competitivi nelle gare, offrendo un servizio di qualità superiore a un costo complessivo più efficiente. Il nostro obiettivo non è semplicemente vendere un prodotto chimico a un prezzo competitivo, ma contribuire a rendere più efficiente, sicuro e sostenibile l’intero processo di pulizia e disinfezione. Perché il vero risparmio non si misura nel prezzo di acquisto, ma nei risultati ottenuti e nelle risorse necessarie per raggiungerli.”
Ecolabel, EPD e i CAM sono ormai requisiti di gara: ÈCOSÌ dichiara 34 prodotti con EPD e certificazione Ecolabel. Le certificazioni sono davvero un fattore di concorrenza leale o spesso restano una casella da spuntare? Ha visto casi di “green claim” non supportati da dati?
“Questo è un tema al quale tengo particolarmente, perché la sostenibilità rappresenta uno dei principi fondanti di ÈCOSÌ. Per noi la sostenibilità non è mai stata un’operazione di marketing, ma una scelta industriale che ha orientato fin dall’inizio la ricerca, la formulazione dei prodotti e l’organizzazione dei processi produttivi e questo è testimoniato dal fatto che la maggior parte di tali certificazioni sono state acquisite dalla nostra società già nel 2012, quando nessuno parlava di EPD, Carbon Footprint e altri elementi legati alla sostenibilità. Abbiamo voluto trasformare questo impegno in risultati oggettivi e verificabili. L’esperienza che abbiamo accumulato in questi anni ci consente oggi di contare 34 prodotti con dichiarazione ambientale EPD e certificazione CFP. È un risultato che, per ampiezza e profondità del percorso di certificazione, consideriamo un primato a livello europeo nel nostro settore. Accanto alle EPD abbiamo sviluppato un’ampia offerta certificata Ecolabel UE e soluzioni conformi ai Criteri Ambientali Minimi.”
“È importante distinguere gli strumenti: Ecolabel attesta il rispetto di specifici criteri ambientali e prestazionali, mentre una EPD documenta gli impatti ambientali di un prodotto attraverso un’analisi del ciclo di vita (dalla culla alla tomba), secondo regole definite e verificate. La differenza rispetto a una generica dichiarazione di sostenibilità è sostanziale: non chiediamo al cliente di credere alle nostre affermazioni, ma gli mettiamo a disposizione dati che può analizzare e confrontare, quando le condizioni metodologiche lo consentono. Il rischio di greenwashing esiste, soprattutto quando si utilizzano espressioni come “ecologico”, “certificato” o “sostenibile” senza indicare parametri e verifiche. Non intendo giudicare singoli operatori, ma credo che il mercato debba evolvere verso una maggiore trasparenza. La sostenibilità deve essere dimostrata, non semplicemente dichiarata. A questo proposito, il nuovo Decreto Legislativo sui green claims, entrato in vigore a Marzo di quest’anno e operativo da fine Settembre, rappresenta un segnale importante da parte delle istituzioni e un invito alla consapevolezza nei consumatori. “
Tra produttore, distributore e impresa di pulizie chi detiene il potere contrattuale? Come cambiano i rapporti con distributori e appaltatori ora che entrate in un gruppo europeo, e c’è il rischio di conflitti di canale?
“La filiera della detergenza professionale è articolata e ogni soggetto svolge un ruolo importante. Il produttore è responsabile dello sviluppo e della qualità dei prodotti; il distributore garantisce presenza territoriale, servizio e prossimità al cliente; l’impresa di pulizie traduce queste soluzioni in prestazioni operative. Credo che il modello più efficace non sia quello in cui un soggetto prevale sugli altri, ma quello in cui le diverse competenze si integrano. L’ingresso in WVT Group ci offre nuove opportunità di sviluppo, ampliamento della gamma e condivisione tecnologica, ma non modifica il valore che attribuiamo alle relazioni commerciali costruite nel tempo. Il nostro obiettivo è rafforzare la capacità di servire il mercato, non indebolire i rapporti con i partner. ÈCOSÌ ha sempre cercato di distinguersi attraverso il supporto tecnico, l’affidabilità e la capacità di offrire soluzioni personalizzate. Questo approccio sarà ancora più importante in una dimensione europea. La crescita industriale ha senso se produce vantaggi concreti per l’intera filiera, a partire dal cliente finale.”

Disinfezione professionale: responsabilità, sicurezza e formazione
ÈCOSÌ produce biocidi e presidi medico-chirurgici, con soluzioni a base di acido peracetico. Chi risponde se una sanificazione in ospedale o in RSA è inefficace o mal eseguita: il produttore, l’appaltatore o la struttura? Che controlli e quale formazione garantite lungo la filiera?
“La disinfezione rappresenta storicamente una delle competenze distintive di ÈCOSÌ. Da sempre siamo un punto di riferimento in Italia per la disinfezione professionale, grazie a un patrimonio di competenze chimiche, microbiologiche e applicative sviluppato attraverso la ricerca e il confronto con le esigenze del settore sanitario. Siamo produttori di acido peracetico, una sostanza attiva di particolare interesse per numerose applicazioni di disinfezione, e disponiamo di un’officina autorizzata dal Ministero della Salute per la produzione di Presidi Medico-Chirurgici. Come già detto in precedenza, abbiamo sviluppato nel tempo una gamma articolata di disinfettanti PMC autorizzati dal Ministero e di prodotti biocidi, basati su differenti principi attivi e destinati a specifiche applicazioni. Questa diversificazione è importante perché permette di progettare protocolli di disinfezione anche incrociata, prevedendo, quando tecnicamente appropriato, l’impiego alternato di principi attivi differenti, nel rispetto delle rispettive autorizzazioni e delle caratteristiche degli ambienti. Ma un prodotto efficace, da solo, non garantisce necessariamente una disinfezione efficace. Il risultato dipende dalla corretta scelta del prodotto in base all’esigenza, dalla concentrazione, dai tempi di contatto, dalla preparazione delle superfici e dall’esecuzione delle procedure.”
“Le responsabilità devono quindi essere valutate rispetto al ruolo di ciascun soggetto. Il produttore risponde della conformità e delle prestazioni dichiarate del prodotto; chi esegue il servizio deve rispettare le procedure; la struttura sanitaria ha le proprie responsabilità di organizzazione, vigilanza e controllo. Il nostro contributo consiste nel mettere a disposizione documentazione tecnica, competenze specialistiche e supporto alla corretta applicazione dei protocolli, anche attraverso attività formative. Attiva già da alcuni anni abbiamo infatti attivato ÈCADEMY, la nostra academy online e offline dedicata alla formazione professionale. Mettiamo a disposizione competenze e percorsi formativi finalizzati a promuovere un utilizzo corretto, consapevole e sicuro dei prodotti e delle tecnologie di disinfezione. L’obiettivo è trasferire conoscenze non soltanto sulle caratteristiche della chimica, ma anche sulle metodologie applicative, sui protocolli operativi, sulla sicurezza degli operatori e sull’importanza dei controlli per verificare l’efficacia dei trattamenti. La disinfezione non può essere improvvisata: è un processo tecnico che richiede competenza, metodo e verifiche. È su questa consapevolezza che ÈCOSÌ ha costruito negli anni il proprio posizionamento nel mercato italiano.”
Quanto costa davvero a un cliente passare a soluzioni a ridotto impatto, e quanto risparmia? Può portare dati concreti (LCA, riduzione di CO₂, consumi d’acqua) e dire dove la sostenibilità resta un costo che il mercato non riconosce? Anche gli acquisti di crediti di CO₂ come quello che avete comunicato rientrano in questa strategia?
“Sono convinto che la sostenibilità debba essere valutata attraverso risultati misurabili e non attraverso dichiarazioni di principio. La nostra esperienza ci sta dimostrando qualcosa di particolarmente significativo: le scelte industriali che riducono l’impatto ambientale sono spesso le stesse che permettono ai nostri clienti di ridurre i costi operativi e migliorare la propria competitività. È un risultato che riscontriamo concretamente quando interveniamo sull’efficienza dei processi, superando l’idea che una soluzione più sostenibile debba necessariamente essere più costosa. I risultati sono concreti e documentabili. In una recente applicazione presso una rete di Residenze Sanitarie Assistenziali, abbiamo riprogettato il processo di lavaggio dei materiali utilizzati per la pulizia, introducendo un sistema che opera a una temperatura massima di 30 °C. Questo intervento ha consentito di ridurre dell’80% i consumi elettrici rispetto alla configurazione tradizionale, eliminando completamente la necessità dei boiler. In questo caso, ridurre l’impatto ambientale non ha significato accettare un compromesso economico, ma ottenere un processo complessivamente più efficiente, affidabile e meno oneroso.”
Gare pubbliche, il nodo dei controlli dopo l’aggiudicazione
Nei servizi di pulizia il costo del personale è la voce di gran lunga più pesante dell’appalto, quindi un ribasso molto alto lascia poco margine per tutto il resto. Secondo lei, le verifiche di congruità previste dal Codice dei contratti sulle offerte anomale funzionano davvero? Chi controlla, dopo l’aggiudicazione, che il contratto collettivo e le ore previste dal capitolato siano rispettati, e che i prodotti impiegati corrispondano a quelli dichiarati in gara?
“Il sistema normativo prevede strumenti importanti per valutare la sostenibilità economica delle offerte. Credo, però, che il punto decisivo sia la loro concreta applicazione e, soprattutto, il controllo durante l’esecuzione del servizio. Una verifica effettuata soltanto nella fase di aggiudicazione non può garantire, da sola, che le condizioni dichiarate vengano rispettate per tutta la durata del contratto. Penso al numero di ore effettivamente lavorate, alla formazione degli operatori, alle caratteristiche dei prodotti chimici utilizzati e al rispetto dei dosaggi e delle procedure previste. Sono tutti elementi che incidono direttamente sulla qualità del servizio. Le stazioni appaltanti, attraverso le figure competenti, devono poter verificare in modo documentato il rispetto degli obblighi contrattuali e la corretta esecuzione delle prestazioni.”















