Una giornata difficile quella di sabato 6 settembre per il trasporto aereo italiano. Lo sciopero degli aerei deve coinvolti il personale navigante, lavoratori aeroportuali e addetti ai servizi in diversi scali del Paese, con il rischio concreto di cancellazioni e ritardi.
Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha pubblicato l’elenco delle agitazioni confermate. Dalle 12 alle 16 si fermano i lavoratori di Aviation Services negli aeroporti di Catania, Fiumicino e Ciampino, il personale della società Consulta negli scali di Pisa e Firenze e il personale navigante della low-cost Wizz Air.
Sempre nella fascia 12-16 scioperano anche i lavoratori di Dussmann Service a Milano-Malpensa. Lo sciopero riguarderà inoltre il personale navigante di EasyJet, che ha proclamato una mobilitazione di 24 ore: per i voli da/per Catania, tuttavia, la protesta sarà limitata anch’essa alla fascia oraria 12-16.
La nota di Dussmann: “Referendum non rappresentativo”
Dussmann Service, tra le società coinvolte nello sciopero, ha diffuso una lunga nota ufficiale per chiarire la propria posizione.
“Negli ultimi mesi – si legge – il confronto sindacale si è caratterizzato per una significativa divisione tra le organizzazioni: da un lato la Filcams CGIL, promotrice del referendum del 22 luglio, dall’altro Fisascat CISL e UILTrasporti UIL, firmatarie insieme a Flai CGIL dell’accordo integrativo aziendale sottoscritto il 4 luglio. Tale divisione ha reso più complesso il dialogo sindacale, pur nel pieno rispetto delle prerogative di ciascuna organizzazione”. Sempre in merito al referendum, svolto dal 15 al 18 luglio e promosso da una sola sigla sindacale, l’azienda sottolinea che “hanno partecipato 169 lavoratori su 515, pari al 30%. La larga maggioranza dei dipendenti – circa il 70% – non ha espresso contrarietà, confermando come l’esito non possa essere considerato rappresentativo né vincolante”.
La società ribadisce poi i contenuti dell’accordo integrativo e del nuovo contratto nazionale: “Il nuovo CCNL Multiservizi, sottoscritto anche dalla Filcams CGIL lo scorso 14 giugno, prevede aumenti a regime di 225 euro mensili. A questi si sommano i benefici dell’accordo integrativo, sottoscritto su base volontaria il 4 luglio, che ha migliorato le condizioni previste dal CCNL di settore, regolando istituti dallo stesso non previsti, tra cui il riconoscimento di una maggiorazione domenicale del 15%. Nessuna riduzione, dunque, ma un miglioramento concreto delle condizioni economiche”.
Secondo Dussmann, “l’accordo integrativo testimonia la buona fede e la volontà del datore di lavoro di qualificare il servizio e il rapporto con i dipendenti, incrementando la retribuzione dei lavoratori impegnati nell’appalto. La finalità è stata accolta positivamente dalla maggioranza delle lavoratrici e dei lavoratori in appalto e dalle sigle sindacali che li rappresentano. La scelta di due sigle sindacali di non accettare l’accordo proposto confidando in ipotetici futuri risultati da conseguire attraverso il contenzioso giuslavoristico, anziché attraverso il confronto con le aziende, appare incomprensibile e non vantaggiosa per i lavoratori, giacché penalizzante rispetto a quanto contenuto nell’accordo a cui ha aderito la maggioranza degli iscritti”.
Infine, Dussmann richiama il tema della rappresentanza sindacale: “È fondamentale attenersi alle norme previste dal Testo Unico del 2014 sulla rappresentanza sindacale. Siamo stupiti di quanto sta accadendo e restiamo in attesa di conoscere l’esito dei ricorsi incrociati tra le diverse sigle sindacali inerenti le elezioni di RSU e RLS, che saranno determinanti per il futuro delle relazioni sindacali in azienda”.
Oltre a ritardi e cancellazioni, il settore aereo si trova a fare i conti non solo con disagi operativi, ma anche con un quadro sindacale frastagliato, fatto di divisioni interne e contenziosi ancora aperti, in un banco di prova sia per i passeggeri che per relazioni sindacali nel comparto aeroportuale.









