Una filiera da 7 miliardi di euro in Italia, guidata da nuovi modelli di servizio, automazione e integrazione tra produttori, operatori e facility provider. Dai player del Made in Italy ai grandi gruppi internazionali, il settore ridefinisce il valore della gestione degli ambienti

Il cleaning professionale è oggi una componente strategica del facility management. Non si tratta più soltanto di pulizia e igiene degli ambienti, ma di un servizio capace di incidere su qualità degli spazi, sicurezza delle persone, efficienza degli edifici e sostenibilità. Uffici, ospedali, industrie, strutture ricettive e spazi pubblici richiedono soluzioni sempre più evolute, dove pulizia, tecnologia e gestione integrata degli immobili dialogano tra loro. Secondo le analisi AFIDAMP-Cerved, il mercato italiano della pulizia professionale vale circa 7 miliardi di euro, confermando il peso economico di una filiera in continua trasformazione.

Una filiera industriale in evoluzione

Il settore comprende produttori di macchine e attrezzature, aziende chimiche, distributori specializzati e imprese di servizi. La componente produttiva genera un valore stimato intorno ai 4 miliardi di euro, mentre la distribuzione si avvicina ai 3 miliardi di euro. La competizione oggi non si gioca più soltanto sul prezzo, ma sulla capacità di offrire soluzioni integrate, qualità misurabile, assistenza e innovazione tecnologica. Il cleaning è diventato quindi una leva del valore immobiliare e un elemento sempre più rilevante nelle strategie di gestione degli edifici.

Dal servizio operativo al Facility Management evoluto

La pulizia professionale è entrata in una nuova fase: da attività prevalentemente operativa è diventata parte integrante del modello di Facility Management. Il facility manager moderno governa processi complessi dove dati, indicatori di performance, sostenibilità e qualità del servizio diventano strumenti fondamentali per migliorare l’esperienza degli utenti e l’efficienza degli immobili.

Il Made in Italy del cleaning professionale

L’Italia mantiene un ruolo importante nel settore delle macchine e delle tecnologie per la pulizia professionale grazie a un tessuto industriale specializzato e orientato all’export. Tra i principali operatori troviamo IPC (Gruppo Tennant), Fimap, Comac, Lavorwash e Ghibli & Wirbel, aziende che hanno sviluppato soluzioni per la pulizia industriale e professionale puntando su affidabilità, innovazione e riduzione dei consumi. A queste si aggiunge Falpi, realtà attiva nei sistemi tessili per la pulizia professionale e nelle soluzioni sostenibili.

Il valore del Made in Italy nel cleaning nasce dalla capacità di trasformare il prodotto in una soluzione completa, integrando macchinari, tecnologia, formazione e assistenza.

I grandi gruppi internazionali

Accanto ai produttori italiani operano grandi gruppi globali che hanno contribuito alla trasformazione del mercato.

Kärcher è uno dei marchi più conosciuti a livello mondiale nel settore della tecnologia per la pulizia: il gruppo tedesco ha chiuso il 2025 con un fatturato di circa 3,48 miliardi di euro e una presenza internazionale in oltre 80 Paesi, investendo su automazione, digitalizzazione e sostenibilità.

Nilfisk, gruppo danese specializzato nelle macchine professionali, registra ricavi nell’ordine del miliardo di euro e punta su sistemi connessi e soluzioni ad alta efficienza. Tennant Company, multinazionale statunitense con fatturato superiore al miliardo di dollari, è tra i protagonisti nello sviluppo di robotica e tecnologie intelligenti per il cleaning.

Nel comparto chimico e dell’igiene professionale opera Ecolab, che nel 2025 ha registrato ricavi per circa 16 miliardi di dollari, integrando prodotti, tecnologie digitali e servizi specialistici. Tra gli altri player europei figurano Diversey, Werner & Mertz Professional, Henkel Professional e Christeyns.

Anche i grandi operatori del facility management stanno ampliando il proprio ruolo integrando il cleaning nei servizi multiservizio. Tra questi Rekeep, ISS Facility Services, Sodexo, CBRE Global Workplace Solutions ed Engie Solutions.

Innovazione: dati, automazione e intelligenza artificiale

La digitalizzazione sta cambiando il settore attraverso sensori, piattaforme software, analisi dei dati e sistemi di monitoraggio delle attività. La diffusione di soluzioni basate su AI e robotica permette di migliorare programmazione, controllo qualità e produttività. Aziende come Kärcher, Nilfisk, Tennant, IPC e Fimap stanno sviluppando macchine sempre più autonome e connesse. Secondo AFIDAMP-Cerved, circa il 25% delle aziende produttrici del comparto ha registrato brevetti negli ultimi cinque anni, confermando l’accelerazione degli investimenti in ricerca e sviluppo.

Qualità, formazione e sostenibilità

La tecnologia da sola non basta: il valore del cleaning dipende anche dalle competenze delle persone. La formazione su macchinari, prodotti, sicurezza e strumenti digitali è diventata un elemento competitivo. Secondo AFIDAMP-Cerved, circa il 75% delle aziende del settore organizza attività formative interne.

La sostenibilità è ormai una priorità per tutta la filiera. Riduzione dei consumi di acqua ed energia, prodotti chimici più concentrati, materiali riciclabili e macchine più efficienti sono le principali direttrici di sviluppo. La sostenibilità è sempre più legata anche al benessere degli utenti e alla qualità degli ambienti.

Il futuro del cleaning professionale

Il futuro del settore sarà determinato dall’integrazione tra tecnologia, competenze e responsabilità ambientale. Il cleaning professionale sta superando la tradizionale percezione di servizio accessorio per diventare una componente strategica della gestione degli immobili. Pulire oggi significa garantire sicurezza, qualità, efficienza e valore agli spazi, contribuendo alla costruzione di edifici più sostenibili e orientati al benessere delle persone.

Cleaning professionale in numeri

  • 7 miliardi di euro: valore stimato della filiera italiana del cleaning professionale
  • 4 miliardi di euro circa: valore della componente produttiva
  • 3 miliardi di euro circa: valore della distribuzione professionale
  • 25% circa delle aziende produttrici: imprese con brevetti negli ultimi cinque anni
  • 75% circa delle aziende: realtà che investono nella formazione interna

Fonti: AFIDAMP-Cerved, GSAnews, dati finanziari pubblici dei gruppi citati.