Sanità: Negli ospedali del Lazio ribassi record e contestazioni per il bando “lavanolo”

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LAZIO – C’è un termine “lavanolo” che forse pochi conoscono, ma che riguarda un settore delicatissimo della sanità. Quello del noleggio e del lavaggio di tutta la biancheria, sia per i letti che per le divise, che viene impiegata da un ospedale o una struttura sanitaria, fatta eccezione per la teleria sterile che viene impiegata in sala operatoria per la protezione dei chirurghi e dei pazienti. Il “lavanolo” viene esternalizzato tramite regolari bandi di gara cui partecipano società private di comprovata esperienza nel settore e richiede requisiti irrinunciabili per la sicurezza igienica di pazienti, personale e strutture. Prima del 2011 la gestione del servizio era affidata, con costi economici rilevanti, ad operatori economici molto noti nel settore: il principale era Lavin (ora Adapta) che gestiva una grande fetta del territorio regionale con appalti di lavanolo e fornitura di kit sterili per sala operatoria, la stessa Lavin che fa parte del Gruppo Innova. E poi c’erano le grandi aziende di settore controllate dalle cooperative di servizi: Servizi Italia (controllata per oltre il 59% da Coopservice) e Servizi Ospedalieri (controllata per il 100% da Manutencoop, ora “Rekeep”). Da pochi anni c’è anche la Sogesi di Perugia, che già gestiva il servizio all’ASL di Rieti, e nel 2010 è entrata anche al S. Andrea e presso Fondazione PTV, diventando ufficialmente un concorrente per gli altri operatori presenti sul territorio. Nel 2011 la Regione Lazio decide di superare un sistema di continue proroghe ai medesimi soggetti aggiudicatari e bandisce una procedura in 8 lotti di gara con basi d’asta nettamente inferiori a quanto fino ad allora pagato per il servizio. All’appuntamento si presentano tutti, già pronti con le offerte, ma restano fuori dal cancello della Regione e decidono di non entrare, nella speranza che la Regione sia costretta a ribandire la gara a condizioni più convenienti per loro. Solo che fuori dai cancelli non resta la Sogesi spa che si ritrova così a partecipare da sola ad una intera gara regionale, per 5 degli 8 lotti banditi. Ovviamente la società umbra, che opera in tutta Italia, richiama l’attenzione non benevola dei concorrenti proprio perché fuori da quel coro che aveva accompagnato la danza sino a quel momento. Seguono così anni di lettere diffamatorie e una continua battaglia giudiziaria di Adapta ai danni di Sogesi, che ne uscirà sempre pulita. Nel frattempo, per i 3 lotti andati deserti esce una nuova gara regionale, che, raggruppando diversamente gli Enti coinvolti, è organizzata in 4 nuovi lotti. Partecipano in tanti e il timore di perdere ancora è forte. La gara prevede 60 punti per la qualità e 40 per il prezzo alimentando, da parte dei concorrenti, la politica dei ribassi selvaggi. Gli sconti rispetto alle basi d’asta, che sono le medesime basi unitarie della prima gara, arrivano oltre al 40%, con una procedura cui prima non si poteva partecipare perché considerata antieconomica. Le due aziende che la spuntano sulle altre sono “Servizi Italia” e “Pacifico” che si prendono due lotti a testa. Nel frattempo l’ANAC di Cantone (allora AVCP) pubblica le prime tabelle dei prezzi di riferimento, che già indicano un taglio netto rispetto alle basi d’asta precedenti e pongono la forbice del valore del lavanolo, a giornata di degenza ordinaria, tra i 4,20 e i 3,50 euro. Si noti che base d’asta delle due gare regionali precedenti era di 5 euro, con il valore a giornata di presenza del lavanolo per le divise tra EUR 0,79 (mediana) e EUR 0,59 (prezzo di riferimento), contro EUR 1,30 di prima. Per di più le politiche di spending review impongono una ulteriore riduzione del valore dei contratti per effetto di quanto previsto dalla legge di stabilità. Tutte le aziende di settore si compattano, insieme alla loro associazione, per contestare le valutazioni di ANAC, che sarebbero frutto di un esame statistico di un campione scarsamente rappresentativo di parte dei contratti in essere al momento della valutazione. I valori più bassi di ANAC divengono comunque le nuove basi d’asta per le gare regionali. Arriviamo così alla nuova gara bandita il 28 dicembre del 2016 che esce con un rapporto qualità/prezzo di 60/40 senza alcun contenimento di particolari ribassi. Una occasione allettante per chi in questi anni è rimasto a guardare fuori dalla vetrina. La gara in 8 lotti, vale più di 133 milioni di euro per 5 anni di contratto e viene indetta qualche mese prima del correttivo al codice degli appalti che è del 20/05/2017. La gara prevede tuttavia dei limiti alla aggiudicazione dei lotti, infatti gli operatori economici che partecipano a più lotti, devono presentarsi, nella medesima forma individuale o associata, sempre con stessa composizione. Al massimo è possibile aggiudicarsi 3 lotti in ragione dell’ordine decrescente di rilevanza economica dei lotti per i quali il concorrente sia risultato primo nella graduatoria Tra i requisiti, vi è quello del fatturato medio annuo per servizi analoghi, relativamente all’ultimo triennio antecedente alla data di pubblicazione del bando, che, nel caso di partecipazione a più lotti, corrisponde al fatturato specifico relativo ai tre lotti di importo maggiore fra quelli ai quali si intende partecipare. Nella seduta del 16 maggio del 2017 si aprono i plichi di 9 concorrenti, ma non tutti hanno presentato offerta per tutti i lotti. Questo l’elenco dei partecipanti: LAV.I.T. soc. cooperativa di produzione e lavoro – per tutti i lotti; Adapta s.p.a. – per tutti i lotti; RTI American Laundry Ospedaliera s.p.a.- SAF – per i lotti 1 e 2; Hospital service s.r.l. – per tutti i lotti; Pacifico s.r.l. – per tutti i lotti; Servizi Italia s.p.a.- per tutti i lotti; Servizi Ospedalieri s.p.a.- per i lotti 2,6,7 e 8; RTI Servizi sanitari integrati s.r.l. e Lavanderie D’Alessio s.r.l. – per i lotti 2,4 e 7 e infine SO.GE.SI s.p.a.- per tutti i lotti. Saranno tutti ammessi, con Determinazione del 06/06/2017, a seguito della fase di verifica della documentazione amministrativa. Servizi Sanitari Integrati srl con Lavanderia D’Alessio srl, non ce la farebbe a raggiungere il fatturato necessario a partecipare ai tre lotti di suo interesse, e quindi presenta l’avvalimento (dimostrazione) del requisito di una società ausiliaria, di Campo Ligure, a Genova, la Lavanderia Val Di Vara, che gli presta 2 milioni e mezzo di fatturato. A corredo del contratto allegherà solo il bilancio, dove i 2,5 milioni “prestati” sono una quota parte del valore della produzione. Ma saranno davvero tutti per servizi analoghi? Ovvero, è sufficiente farsi prestare un pezzo di bilancio altrui per far per superare la mancanza di alcuni requisiti? Viene presentato ricorso innanzi al TAR da Sogesi per l’esclusione del raggruppamento SSI/Lavanderia d’Alessio. I giudici del TAR e del Consiglio di Stato diranno successivamente che il contratto di avvalimento è a posto, perché solo di garanzia, e quindi la società può continuare il suo percorso in gara. Le buste con la documentazione tecnica e la campionatura si aprono solo il 31 ottobre del 2017 e quindi la commissione nominata può iniziare i lavori di valutazione. Il 10 luglio 2018 viene fissata la seduta di apertura delle offerte economiche. La sala gare è gremita anche di rappresentanze sindacali che vogliono capire che fine faranno i lavoratori attualmente impiegati nella fornitura del servizio. Alla lettura dei punteggi vengono penalizzate fortemente le due società maggiori, mentre Adapta e SSI brillano nei punteggi sopra quasi tutte le altre, grazie a sconti rispetto alla base d’asta, anche del 49%. Per effetto del meccanismo del limite di aggiudicazione di tre lotti il lotto 2, che sarebbe stato aggiudicato ad ADAPTA, va al secondo in graduatoria SSI. Il lotto 3 ed il lotto 1, che sarebbero comunque andati ad ADAPTA (che ha proposto sconti minimi del 48% fino anche al 49,43%), finisce per avvicendamento, nelle mani del terzo concorrente: Pacifico. Servizi Italia, la più penalizzata dal punto di vista dei punteggi, rilascia immediatamente una dichiarazione da mettere a verbale in cui contesta la validità delle altre offerte, che avrebbero la cauzione scaduta, depositando contestualmente la propria. La stazione appaltante si è dimenticata infatti di chiedere la conferma della validità delle offerte e il rinnovo della cauzione provvisoria. Inoltre Servizi Italia subito contesta l’anomalia dei punteggi tecnici e chiede i verbali delle sedute. La Commissione ribadisce che non saranno pubblicati e che l’azienda potrà comunque fare istanza di accesso agli atti. Passa l’estate 2018 e già al 19 settembre arriva la convocazione per la seduta di esito di verifica delle offerte anomale, fissata per il 26 settembre. L’esito è scontato. Le offerte, come proclamerà il RUP, “tutto sommato” possono essere considerate congrue. Nessuna sorpresa. Parte la battaglia legale con ricorso al Tar regionale dopo l’aggiudicazione dei sei lotti di gara maggiori. Ricapitolando: tre ad Adapta SpA di Pomezia; tre al raggruppamento Servizi Sanitari Integrati con Lavanderia d’Alessio, di Caserta e due minori all’azienda Pacifico di Salerno. I primi 4 ricorsi vengono respinti, ma ne restano altri 18 su cui il Tribunale amministrativo deve ancora esprimersi. Gli elementi oggetto di ricorso vanno dalla illegittimità del bando alla contestazione delle valutazioni delle offerte anomale, considerate “tutto sommato” congrue dal RUP. Del resto, sconti simili (anche al di sotto di più del 50% dei valori di riferimento ANAC) non si erano ancora visti nel settore, tanto che sono in molti a dubitare dell’effettiva sostenibilità del servizio. Il servizio di lavaggio e noleggio di tutta la biancheria per il letto e le divise del personale (con la tracciabilità completa del processo e tecnologie di distribuzione automatizzata all’avanguardia) verrebbe così pagato, per ogni giornata di degenza, anche meno di una colazione con un caffè e cornetto. Certo che per un appalto in cui si può ottenere un risparmio di quasi il 50% forse si è ben disposti a chiudere un occhio. Nel frattempo la battaglia legale continua.

Fonte: cinquequotidiano.it – Giuliano Longo