La seconda edizione di “Modern Facility and Workplace Management”, curata da Alexander Redlein, aggiorna il racconto del Facility Management mettendo al centro trasformazione digitale, intelligenza artificiale, sostenibilità e workplace experience. Un libro che mostra come il FM stia progressivamente uscendo dal ruolo di funzione di servizio per diventare parte delle decisioni strategiche dell’organizzazione.

Per molto tempo il Facility Management è stato raccontato soprattutto attraverso ciò che deve garantire ogni giorno: edifici funzionanti, manutenzione, sicurezza, servizi, efficienza. Ma proprio perché queste attività devono funzionare senza interruzioni, il FM è diventato progressivamente un punto di osservazione privilegiato sulla trasformazione delle organizzazioni.

È da questa prospettiva che si può leggere Modern Facility and Workplace Management, curato da Alexander Redlein, professore di Real Estate e Facility Management alla TU Wien e studioso da anni dell’evoluzione del settore. La seconda edizione, pubblicata nel 2026, amplia il perimetro del Facility Management collegandolo a digital transformation, AI, ESG, process optimization e workplace management.

Il risultato è un libro che prova a rispondere a una domanda molto concreta: che cosa significa oggi gestire gli spazi, gli asset e i servizi che permettono a un’organizzazione di funzionare?

Dal servizio alla performance

Uno dei passaggi più interessanti è già nel primo capitolo, dedicato al Facility Management come strumento per gestire infrastrutture e servizi interni con un obiettivo preciso: abilitare la performance del core business.

È una definizione che cambia prospettiva.Il FM non viene più considerato soltanto come ciò che sta “dietro” al business, ma come una componente che può contribuire direttamente alla sua efficienza. Il libro mette infatti in relazione Facility Management, Corporate Real Estate, Asset Management e Property Management, mostrando le aree nelle quali queste discipline si sovrappongono e devono dialogare.

È probabilmente questo il primo messaggio forte del volume: un’organizzazione non può essere realmente efficiente se gli spazi, gli asset e i servizi che la sostengono vengono gestiti separatamente dal resto della strategia aziendale.

La trasformazione digitale non è soltanto tecnologia

Il secondo grande tema è la digitalizzazione. Uno dei capitoli più interessanti è dedicato alla trasformazione digitale del Real Estate e del Facility Management attraverso smart technologies e soluzioni basate sull’intelligenza artificiale. Gli autori non si limitano però a presentare nuove tecnologie: analizzano il loro impatto su manutenzione e operation, energia, logistica, sicurezza e safety.

Il punto diventa quindi meno tecnologico e più manageriale. Il FM non viene più considerato soltanto come ciò che sta “dietro” al business, ma come una componente che può contribuire direttamente alla sua efficienza. Il libro mette infatti in relazione Facility Management, Corporate Real Estate, Asset Management e Property Management, mostrando le aree nelle quali queste discipline si sovrappongono e devono dialogare.

La digitalizzazione può cambiare il modo in cui vengono progettati ed erogati i servizi, favorendo anche servizi più personalizzati e nuove forme di collaborazione tra organizzazioni e fornitori. È un passaggio importante perché sposta l’attenzione dalla domanda “quale tecnologia possiamo utilizzare?” alla domanda più interessante: “quale problema organizzativo possiamo risolvere meglio grazie ai dati e alla tecnologia?”

ESG: dalla compliance al valore

Un altro capitolo è dedicato al rapporto tra ESG e real estate, con particolare attenzione al ruolo di IoT e AI nella raccolta e gestione delle informazioni necessarie alla sostenibilità. Anche qui il tema viene trattato in una prospettiva che interessa direttamente il Facility Management: energia, edifici, servizi e dati ambientali diventano elementi attraverso i quali l’organizzazione può misurare e migliorare le proprie performance.

L’ESG, quindi, non rimane soltanto un esercizio di reporting. Il libro lo interpreta come possibile strumento di creazione di valore, quando i dati prodotti dalla gestione degli asset vengono trasformati in informazioni utili alle decisioni.

Il workplace cambia, e con lui cambia il ruolo del FM

Forse il passaggio più vicino alla quotidianità di molte organizzazioni è quello dedicato al Workplace Management and Experience.

Il libro parte dalla trasformazione del concetto stesso di workplace: il lavoro ibrido e flessibile ha modificato il modo in cui gli spazi vengono utilizzati e progettati. La risposta non può essere soltanto immobiliare: deve coinvolgere persone, tecnologia, organizzazione e processi. Qui emerge una delle evoluzioni più interessanti del settore: il Facility Management si trova sempre più al centro del dialogo tra FM, IT e HR, contribuendo alla progettazione di ambienti di lavoro più flessibili, inclusivi e orientati all’esperienza delle persone.

Un libro per capire dove sta andando il settore

La forza di Modern Facility and Workplace Management sta quindi nella capacità di mettere insieme dimensioni che per molto tempo sono state considerate separate: facility, real estate, tecnologia, dati, sostenibilità e persone. Non è un manuale da leggere necessariamente dalla prima all’ultima pagina. È piuttosto una fotografia dello stato dell’arte di una disciplina che sta cambiando rapidamente.

Per chi lavora nel Facility Management, il messaggio più interessante è forse proprio questo: il futuro del settore non dipenderà soltanto dalla capacità di gestire meglio gli edifici, ma dalla capacità di trasformare informazioni, tecnologie e servizi in valore per l’organizzazione.

Ed è un’evoluzione che rende il FM sempre meno invisibile.


SCHEDA DEL LIBROTitolo:Modern Facility and Workplace Management
Sottotitolo:Change Management, Digital Transformation and ESG
Curatore: Alexander Redlein
Editore: Springer Nature / Springer Cham
Edizione: Second Edition, 2026
Pubblicazione: 3 agosto 2026
Pagine: 251