LE INCHIESTE DI FACILITYNEWS. Tra rinnovi contrattuali, costo del lavoro e sostenibilità degli appalti, il valore della sicurezza non armata si misura non solo in busta paga, ma anche nella qualità del servizio, nelle condizioni di chi lo garantisce e nelle scelte dei committenti.
Abbiamo condotto una ricerca documentale che evidenzia minimi ancora piuttosto contenuti, differenze tra profili e una clausola aziendale di assorbimento degli aumenti. La ricerca non documenta irregolarità né consente di affermare che oggi tutti gli addetti debbano fare straordinari per vivere.
Quanto vale oggi il presidio degli edifici
Per un addetto alla sicurezza non armata, il minimo nazionale dal primo aprile 2026 è di 1.281,43 euro lordi per 14 mensilità: circa 7,41 euro lordi l’ora. Per una guardia particolare giurata di quarto livello, la base è invece di 1.468,88 euro, equivalente a circa 8,49 euro lordi l’ora. La soglia inferiore agli otto euro riguarda dunque il primo profilo, non tutta la vigilanza. Sono importi che escludono scatti, straordinari e indennità e non coincidono con il netto sul conto.
Gli aumenti e il valore della busta paga
Il miglioramento contrattuale è concreto, ma le cifre richiedono attenzione. Da dicembre 2026 il minimo del livello D non armato raggiungerà 1.300 euro lordi per 14 mensilità. La formula “1.400 euro con quattordicesima inclusa” esprime lo stesso valore annuo distribuito su tredici mensilità: non significa una base di 1.400 euro in ciascuna delle quattordici buste paga.
Anche gli accordi aziendali vanno letti nel dettaglio. Nel 2023 Sicuritalia annunciò un piano di aumenti del 38% per 6.729 addetti provenienti dalla cooperativa Servizi Fiduciari, con retribuzioni fino a 1.380 euro mensili a regime. Un impegno riferito a una platea specifica, che non descrive lo stipendio netto di tutti i dipendenti del gruppo.
Per Vedetta 2 Mondialpol, il comunicato sull’accordo del dicembre 2025 indica progressioni, indennità e welfare, ma anche l’assorbimento degli incrementi retributivi da parte di eventuali futuri aumenti nazionali o territoriali. Un beneficio successivo potrebbe quindi sostituire una quota già riconosciuta, anziché aggiungersi integralmente. L’effetto individuale richiede la verifica dei cedolini e del testo dell’accordo.
Una cultura del lavoro che riconosca il presidio
Chi presidia un ingresso svolge una funzione quotidiana di accoglienza, osservazione e gestione delle situazioni problematiche. Il valore del servizio dipende anche dalla preparazione e dalla continuità delle persone che lo assicurano.
Una cultura del lavoro responsabile dovrebbe misurare, insieme alla retribuzione, la prevedibilità dei turni, i riposi, la formazione e le possibilità di crescita. Una busta paga più alta ottenuta attraverso molte ore aggiuntive descrive una condizione diversa da un aumento della paga per lo stesso orario.
Un profitto equilibrato passa dal prezzo dei servizi
Le imprese hanno bisogno di margini per investire, formare il personale e mantenere un’organizzazione affidabile. La questione è come costruire una redditività sostenibile, capace di remunerare il capitale e riconoscere adeguatamente il lavoro.
Le tabelle ministeriali per aprile 2026 indicano, per il livello D dei servizi di sicurezza, un costo medio aziendale di 17,08 euro per ora lavorata, nelle ipotesi considerate dal documento. La cifra comprende contributi, mensilità aggiuntive, TFR e altri oneri: non coincide con la paga oraria del dipendente.
Il dato porta l’attenzione sui committenti. Un appalto deve finanziare personale, sostituzioni, formazione, organizzazione e margine d’impresa. Quando il prezzo offerto si discosta sensibilmente dal costo di riferimento, occorre capire e documentare quali condizioni rendano sostenibile il servizio.
La qualità comincia da ciò che si verifica
Per il facility management, la responsabilità prosegue dopo l’aggiudicazione. Verificare inquadramenti, ore effettive e condizioni del personale dovrebbe accompagnare il controllo delle prestazioni.











